
Piatti semplici ma molto caratteristici, basati su pochi ingredienti naturali, hanno da sempre contraddistinto la tradizione gastronomica: si tratta di pietanze che hanno la loro origine in una cultura che valorizza al massimo le risorse del territorio. E il fine ultimo, in un passato non troppo lontano, era quello di fornire le necessarie calorie per affrontare, anche durante i rigidi inverni, il lavoro nei campi e nei boschi. La base della proposta gastronomica odierna è rimasta pressoché invariata, ma nel contempo la cucina locale si è raffinata, ingentilita, alleggerita per poter venir incontro alle mutate esigenze quotidiane, sia lavorative che dietetiche.
Le produzioni tipiche sono comunque rimaste quelle di un tempo. Il settore caseario vive attualmente una fase di differenziazione che ha come protagonisti alcuni appassionati imprenditori che producono formaggi di qualità: non solo il famoso Montasio, che qui probabilmente ha origine, e il formaggio salato dunque, ma anche formaggi ovini e caprini. Un famoso piatto tipico a base di formaggio fuso è il frico, che qui come nel resto della regione viene preparato con le patate e con le cipolle.

La famosa polenta friulana con pitina e formaggi vari
Passando ai salumi, come non ricordare la pitina? Abase di carne di pecora (un tempo di selvaggina), insaporita con spezie, dalla caratteristica forma di polpetta, viene passata nella farina di polenta e quindi sottoposta ad affumicatura. Dal gusto deciso, è ideale per insaporire i primi oppure per essere consumata alla griglia o in padella. È uno dei 4 presidi di SlowFood presenti nella regione Friuli Venezia Giulia.
Anche il musetto, insaccato di maiale da abbinare alla brovada (rape lasciate macerare nelle vinacce), e il salame, ottimo sia crudo che cotto nell'aceto con le cipolle, si possono facilmente reperire in zona in assortimenti di ottima qualità. I pìndulis, carne salata ed essiccata da accompagnare, per un saporito spuntino, con un buon calice di vino. Infine, S. Daniele del Friuli ed il suo famoso prosciutto non sono lontani da Spilimbergo, solo 15 km.
A proposito di vino, ricordiamo che quelli di Castelnovo del Friuli e di Pinzano al Tagliamento provengono da antichi vitigni autoctoni sapientemente riportati in auge da un piccolo ma determinato gruppo di cantinieri: stiamo parlando di varietà come l'Ucelùt, lo Scjaglin, il Forgiarìn e il Piculìt Neri. Se queste sono le produzioni locali più conosciute e apprezzate, non dobbiamo dimenticare che a Toppo esiste un laboratorio artigianale che produce pasta fresca: i ristoratori della zona la abbinano, col variare delle stagioni, alle erbe spontanee, ai funghi, alla selvaggina, "regali" che la natura offre, generosa, in tutta la zona.




